Minoranza silenziosa
- Antonio Pizzola
- 14 mar 2013
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In seconda convocazione (che la prima, chissà perchè, non vale, tipo scherzo collettivo), nel lavatoio condominiale alle 18.00.
Al punto 1 la riforma dell’articolo “Attività nel cortile comune”. Un nutrito manipolo di condomini battaglieri si è già asserragliato sui cassoni in eternit, deciso a dare battaglia cruenta ai condomini genitori di bambini che, essendo bambini, da che è mondo giocano nel cortile. Neanche il tempo di eleggere il presidente che si lanciano all’assalto, già con la bava alla bocca, perché “cazzo è mai possibile che uno manco si può riposare”. Così, dal divieto ai bambini di essere bambini, si generano conseguenti divieti di ripicca inter-scalare, niente bici nel cortile, niente pacchi nell’ascensore, niente condizionatori alle finestre, niente vasi sulle soglie, niente B&B negli appartamenti (che si sa, nascondono sempre bordelli clandestini). Finchè il Mastropaoli, caposcala A, si lancia sul Menozzi, capo della scala B, la più affollata di bimbi, brandendo il registro, trattenuto a forza da ardenti veterani che risolvono la disputa in un largheintesista su, smettiamola però ora. Per trovarsi infine inevitabilmente all’unanimità, sul richiamo al condomino Pizzola, la smettesse di fare festini nel suo studio a piano terra. Assisto con estremo interesse antropologico alle riunioni di condominio, cellule di sperimentazione della civile capacità di democrazia, per più alti e complessi livelli. E sono costretto a prendere atto della mia scarsa facoltà di comprensione ed adesione alle istanze della maggioranza, (che una volta, almeno, era silenziosa), che, gira e rigira, quoterà la parte più paonazza, che più gonfia le vene al collo come un vallespluga in calore. Mi guardo attorno per cogliere nel folto gruppo dei miei consimili, un’espressione se non di dissenso almeno di dubbio, sul perché, sul come e sul quando sia diventato normale tutto questo.
Nel suo La saggezza della Folla, James Surowiecki teorizza che un gruppo è portato a seguire il percorso più vantaggioso dal punto di vista evolutivo e naturale alla specie. Per procedere in stormo o in branco, anche insetti, uccelli e pesci si adeguano al percorso collettivo semplicemente aderendo al movimento degli elementi più prossimi. Quando restiamo inebetiti di fronte al poetico volteggiare in sincrono degli stormi nei cieli autunnali, chiedendoci come facciano a seguire il medesimo tragitto senza scontrarsi, non c’è capo a guidare l’insieme, ma un semplice istinto di copia-incolla i compagni attorno. La teoria però, riportata nella mia condizione condominiale, mi costringe ad una sconsolante conclusione. Io rappresento, in quanto esemplare in dissenso con le maggioranze, un antievolutivo, -direi quasi dannoso- impedimento all’affermazione e al miglioramento della specie. Un virus. Se fossi in uno stormo di mantidi religiose, le mie sorelle mi staccherebbero il collo senza nemmeno aspettare la copula. Eppure, mi accorgo che, più occasioni ho di certificare la mia contrapposizione quasi biologica alla maggioranza, più incontro altri virus, che mi somigliano almeno nell’orientamento generale. Gente si direbbe normale, che lavora se può, paga le tasse e le bollette, vota e, sempre se può, si concede fuori dalla vita di quotidiana resistenza, qualche velleità di piacere intellettuale, un film, un libro, una canzone, una fuga, una fumata in compagnia, un amore. Con loro rappresentiamo quella insoddisfatta, incoerente, ostinata “minoranza silenziosa”, perdente di default, che però inspiegabilmente, porta avanti istanze banalmente condivisibili.
Un paese tranquillo per sé e per i propri simili, guidato da figure competenti che, senza ovviamente essere furfanti o puttanieri, scelgono nei bivi più difficili, nell’interesse comune la soluzione più adatta alla congiuntura. Con una mano sulla coscienza verso i più deboli e una scontato riconoscimento dei diritti generali, che sono quelli che ormai conoscono pure i bambini nel cortile. Ovvio, sennò che ci stiamo venuti a fare in questo lavatoio?
Invece, per quanto in questo Condominione chiunque, a destra come a sinistra, si offenda se tacciato di essere conservatore, ogni passaggio è segnato da una soluzione di compromesso, in palese contrasto perfino col banale buon senso della logica evolutiva.
Evidentemente - mi risponderebbe Surowiecky -, quello che io considero buon senso è in opposizione al percorso evolutivo della maggioranza che, puntualmente, fra l’illusione di un’evidente bugia tappabuchi e una regola di civile convivenza, sceglie la comoda bugia, evidentemente più funzionale al perpetrarsi della specie. Questa è la ragione per cui mi sento di proporre a tutta la minoranza silenziosa la cosiddetta Soluzione Lemmings. Tutti per mano in un circolo che abbraccia l’intera penisola italiana, cantando Imagine all the people, tornare responsabilmente all’elemento che ci ha generati, il mare. Liberando, oltre un gran numero di parcheggi, tutto il condominio da scomodi ostacoli all’affermazione della maggioranza, assetata di divieti e di bugie facili, nel terrore del futuro.